Vola come una farfalla pungi come un’ape
Team Olympia Boxe Carpi: considerazioni del maestro Antonio Manfredini sulla disciplina, il rispetto e l’integrazione, con uno sguardo al futuro
Il team Boxe Carpi è un’associazione sportiva dilettantistica: la palestra “Olympia”, situata in via Andrea Costa a Carpi, vanta più di 20 anni di attività. La struttura dedicata alla disciplina della boxe è frequentata da ragazzi di una fascia di età compresa tra gli 11 e i 30 anni. I circa 60/70 iscritti sono sia di nazionalità italiana che straniera. E’ possibile praticare l’attività seguendo un percorso agonistico oppure amatoriale.
Da oltre 10 anni, il maestro Antonio Manfredini, ex pugile, allena e prepara i giovani alla boxe e promuove il pugilato dilettantistico. “Questa disciplina negli anni novanta - spiega Manfredini - era molto discussa, perché considerata per l’opinione pubblica uno sport violento, quando in realtà la parte di contatto fisico è subordinata ad un’educazione mentale. Con il tempo il pregiudizio è stato superato, perché è passato il messaggio che noi vogliamo comunicare: fare comprendere ai ragazzi che hanno delle potenzialità ma al tempo stesso devo essere consapevoli dei propri limiti”. L’ex pugile afferma che obiettivo primario della realtà sportiva è quello di “costruire prima l’uomo e poi il campione di boxe”. “Nella nostra palestra non esistono barriere - sottolinea Manfredini -: non c’è differenza di colore di pelle e credo religioso. Tutti coesistono nello stesso modo”.
Manfredini espone come in questa struttura viga la regola del rispetto e della disciplina: “E’ il primo principio che insegno loro, quello fondamentale”, tanto che, il pugilato da sport considerato per antonomasia violento, diventa invece “un ausilio per aiutare persone realmente violente a sferrare colpi verso bersagli più positivi e morali”.
In questi anni l’Olympia ha sanato diversi casi di bullismo: come racconta il maestro, “attraverso questa disciplina, numerosi ragazzi con tendenza al bullismo si sono pareggiati”.
Tra i progetti della palestra di boxe vi è quello di aprire le proprie porte verso il sesso femminile, ancora scettico nei confronti di questa disciplina, e ai ragazzini in età preadolescenziale, creando degli appositi corsi di riferimento.
Gianluca Gamba