Chi ha tempo non aspetti tempo
SOLIDARIETA’
A nno
nuovo, vita nuova.
Almeno così per Porta Aperta di Carpi che apre il 2026 con la presentazione di un Consiglio Direttivo completamente rinnovato. Dopo il passaggio dall’assemblea dei soci ad assumere la carica di presidente è Gilberto Allesina, il quale sarà coadiuvato dal vicepresidente Mauro Roncaglia e da Luana Ganzerli, tesoriera e segretaria dell’associazione. Da anni Porta Aperta offre un aiuto concreto a tutte le persone in difficoltà che si rivolgono al centro d’ascolto, attivando percorsi di orientamento sui servizi territoriali, supportandole emotivamente e materialmente, anche grazie alla possibilità di progetti personalizzati di sostegno, in collaborazione con i Servizi Sociali Territoriali, le Caritas parrocchiali e le realtà del terzo settore. Il nuovo Consiglio Direttivo, composto interamente da volontari ed espressione dei soci, resterà in carica per tre anni e avrà anche l’onore di tagliare il traguardo dei 40 anni di presenza di Porta Aperta nel giugno del 2028. Con Luana Ganzerli condividiamo le prime riflessioni sugli impegni che attendono il nuovo Direttivo, per approfondire le linee programmatiche e riscoprire il significato profondo dell’operato di Porta Aperta.
Ganzerli, innanzitutto complimenti a lei e a tutto il Direttivo per la nomina. Da quanto si è potuto apprendere il passaggio assembleare ha dovuto affrontare un confronto tra visioni e prospettive diverse sul futuro di Porta Aperta.
La dinamica è stata abbastanza semplice: il Consiglio precedente ha proposto un progetto (fusione con Porta Aperta Modena, ndr) che la maggioranza dei soci ha bocciato. Di conseguenza le dimissioni sono state inevitabili e c’è stata la necessità di convocare nuovamente l’Assemblea per eleggere il nuovo Consiglio. Come in molte realtà associative e aziendali, se il progetto di un direttivo non viene approvato è normale che possano seguire le dimissioni. Per quanto riguarda invece il valore aggiunto che porteremo, possiamo dire che non dobbiamo essere noi a stabilirlo. Ci siamo appena insediati e la sfida che ci si pone davanti si presenta nuova e complessa. Come prima cosa stiamo decidendo con oculatezza i compiti e le mansioni di ognuno. Abbiamo tanti obbiettivi ed ancora più idee, il tempo ci dirà se avremo lavorato bene.
Vogliamo ricordare cosa fa Porta Aperta sul nostro territorio. Quali sono i servizi che offre? Come si articolano?
I servizi che offre Porta Aperta a Carpi sono divisi in realtà ben diverse ma non distinte, nate tutte con l’obbiettivo di andare incontro a chi ha bisogno. Il Centro d’Ascolto accoglie, incontra e supporta tutte le persone per qualsiasi ragione, si trovano in stato di necessità. Fornisce orientamento sui servizi socio-sanitari del territorio, offre supporto per la ricerca lavoro, soluzioni abitative e le forniture alimentari. In quest’ultimo aspetto si inserisce Cibùm, l’emporio solidale che riceve le donazioni da parte del Banco Alimentare e raccoglie quotidianamente le donazioni delle eccedenze di supermercati, fornai e aziende agricole, mettendole a disposizione dei più bisognosi. Questi possono accedere alla Bottega se in possesso dei requisiti previsti e possono effettuare due spese mensili utilizzando i “punti” di cui dispongono a seconda della tipologia di nucleo famigliare. Questo è il valore aggiunto dell’Emporio Solidale: puoi effettuare la tua spesa con la stessa dignità di un normale negozio di vicinato ma utilizzando punti e non soldi.
Poi c’è Recuperandia…
Recuperandia è una realtà attiva da molti anni che promuove uno stile di vita sostenibile e solidale basato sul riuso e sulla riduzione degli sprechi. Accetta la donazione di oggetti usati, se necessario li ripara, e li vende nella propria bottega a modiche cifre favorendo l’accesso a chi vive in situazioni di difficoltà. Non solo, diffonde la cultura del riutilizzo attraverso eventi dedicati e coinvolge volontari e realtà locali in un progetto di inclusione di giovani speciali.
C’è anche un progetto che si occupa di salute E’ la novità più recente tra i servizi di Porta Aperta, il Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora, un ambulatorio rivolto a tutti coloro che non sono iscrivibili al servizio sanitario nazionale e che non hanno un medico di famiglia. L’ambulatorio è dedicato a persone senza documenti o in attesa di regolarizzazione. Per la realtà carpigiana è quindi rivolto ad un numero esiguo di individui. In ogni caso rappresenta un servizio importante per chi non è ancora nelle condizioni di poter fruire dell’assistenza sanitaria. Qui prestano servizio medici e infermieri volontari.
Porta Aperta si regge sul lavoro di alcuni dipendenti e sull’apporto di numerosi volontari. Che importanza hanno per voi?
I volontari che operano all’interno dei nostri centri sono circa un centinaio. Tutte persone che ci mettono l’anima per svolgere le varie mansioni richieste e necessarie per il buon funzionamento delle nostre realtà. Sono persone molto propositive che prendono a cuore quello che stanno facendo, con l’obbiettivo di aiutare chi ha bisogno. Fino alla pensione non conoscevo bene le dinamiche del volontariato, lavorando a contatto con loro mi sono resa conto che è un mondo positivo e determinante per il funzionamento sociale della comunità.
Quali sono gli obbiettivi che il nuovo direttivo di Porta Aperta porterà avanti?
Il programma del nuovo Consiglio Direttivo si articola su tre direttrici principali. La prima riguarda il rafforzamento della presenza e dell’operatività sul territorio, con l’intento di migliorare ulteriormente i servizi erogati alle persone disagiate. In particolare, l’attenzione sarà concentrata sul potenziamento del Centro d’Ascolto, della Bottega Solidale Cibúm, dell’Ambulatorio Medico e sullo sviluppo delle attività di riuso di Recuperandia, servizi che rappresentano il cuore dell’azione quotidiana dell’associazione. Il secondo obiettivo è lavorare per coinvolgere maggiormente la nostra comunità, migliorando in loro la conoscenza dei nostri Centri Operativi e dei servizi offerti, facendo divenire l’Organizzazione un riferimento sicuro di ascolto e assistenza nella nostra città. Il terzo obiettivo strategico è l’ampliamento e la valorizzazione della rete di volontariato. Vogliamo incrementare il numero dei volontari e metterli sempre più al centro del progetto, investendo sulla loro soddisfazione, oltre che sulla formazione e sviluppo delle competenze. Tutto questo porterà Porta Aperta ad offrire servizi di qualità ancora superiori ai già ottimi standard attuali.